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Logo & colori sociali: chiari ed identificativi, per rafforzare l'identità delle società trentine

03.08.2017 12:59

 

di Nicola Baldo

 

Un po' ci pensavo da tempo a scrivere su questo argomento. Un po' ieri sera ne ho chiacchierato con un allenatore. Un po', essendo molto interessato alla crescita delle società e del “prodotto volley” regionale (passatemi il termine) lo sento un po' come una necessità. Ovvero, un lavoro sull'identità delle società. Un lavoro che permetta di accrescere l'appeal delle nostre società verso l'esterno. Verso il grande pubblico, non solamente verso chi già è appassionato di pallavolo. Perché chi è appassionato di volley si interessa, segue, va a vedere partite anche se le società giocassero con le divise dell'Anas ed in palestre dove oltre alla rete non c'è altro. Ma per accrescere la conoscenza dell'esistenza delle società e di quello che fanno, urgono alcuni piccoli accorgimenti.

 

In queste righe ci soffermiamo soprattutto su due aspetti, che riguardano l'identità delle società. Altrimenti si fa notte se parliamo di ogni aspetto che riguarda l'identità delle società, degli altri aspetti ne parleremo più avanti. In queste righe soffermiamoci su due discorsi, molto pratici: logo e colore delle divise. Due cose troppo spesso sottovalutate, quando invece anche nel nostro piccolo sono due fattori distintivi molto importanti. Due fattori, appunto, che contribuiscono a rinforzare la propria identità societaria.

 

 

Faccio due esempi pratici. Modena (vedi sopra) di recente ha cambiato logo, stilizzandolo e semplificandolo molto, con la V di Volley che ricorda anche uno scudetto, obiettivo sempre e comunque se ti chiami Modena. Latina, invece, ha rinnovato il logo inserendo l'anno di fondazione della società, il 1972. Piccoli accorgimenti, ma che portano con sé la voglia dopo un po' di rinnovarsi anche nel “look”, nel modo di presentarsi verso l'esterno. Ma, inoltre, porta con sé anche alcuni valori/obiettivi/fondamenta della società: la voglia di vincere, la storicità... Valori come questi o come il radicamento su un dato territorio sono cose fondamentali per far sì che le società sportive siano non solo sempre più note, ma anche sempre più radicate nel tessuto sociale di un determinato territorio.

 

Quindi scegliere un logo chiaro, semplice ma accattivante, moderno ma con un significato profondo, può essere una bella via per farsi riconoscere subito.

 

Basti pensare alle tante, immediate, associazioni di idee che si fanno quando si vedono un logo, un marchio, straconosciuto. Quando vedi un baffo, una grande M dorata oppure un cavallino rampante, allora l'associazione di idee con l'oggetto in questione viene facile. Così come, restando solamente nell'alveo sportivo, se dici arancione pensi subito all'Olanda, se dici blucerchiati ti viene subito in mente la Sampdoria, se pensi ad una divisa a quadratoni l'immagine è quella della Croazia, se parli di Ferrari allora l'associazione con il rosso viene spontanea. 

 

Non è male per presentarsi e valorizzarsi sempre di più verso l'esterno che questa identità societaria forte passi anche attraverso il colore con cui si gioca. Un colore (o una combinazione di colori, ovviamente, dipende dai casi) che possono nascere dalla storicità, dal territorio, da colori sociali radicati nel tempo... Oppure anche solo da una scelta a tavolino, se si tratta di una mossa consapevole per rafforzare l'identità societaria.

 

Esempi pratici del volley di casa nostra? L'Argentario maschile, alla sua nascita, aveva come colori sociali il grigio-rosso ma di fatto poi ha optato per il gialloblù della città di Trento come colori delle proprie divise. Il Bolghera è, da sempre, fedele alla combinazione arancione e blu. Dopo diversi anni con le maglie bianco-blu da qualche stagione il Torrefranca è tornata all'antico, con le maglie rosso-nere come colori sociali impongono. Il neonato Lagaris Volley ha optato per un logo in cui il pallone da volley sorgeva tipo sole dalle montagne della Vallagarina che, a loro volta, si intrecciavano con una rete da pallavolo a testimonianza della voglia di avere un forte legame col territorio. 

 

Chiaro, sistemare logo e colori di divise e materiali non è il problema numero uno del volley trentino o delle società di casa nostra. Però non pensate che siano scelte di secondo piano. Anzi. Non pensate che “ma sì basta una maglia bianca o una divisa tutta nera”. Investite un po' di tempo per ragionare e sistemare questo aspetto, a metà strada fra il marketing e la valorizzazione della propria identità. Che nel mare magnum di oggi, fatto di corse e velocità che brucia tutto, passare inosservati, purtroppo è un attimo.

 

Buona estate a tutti

Niba 

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