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La domenica della grande attesa: il Governo potrebbe, ad ore, chiudere lo sport dilettantistico per tre settimane

18.10.2020 03:49

 

di Nicola Baldo

 

Una domenica di attesa. Anche per il mondo del volley. Perché anche la pallavolo, come tutti gli altri sport dilettantistici italiani, sta aspettando risposte da Roma. Per capire se davvero ed in che modo arriverà un “fermi tutti”.

 

Quando ormai è notte fonda ancora il vertice notturno del Governo non ha comunicato nulla, le novità arriveranno in giornata. La Lombardia, per ordine del Governatore Attilio Fontana, ha fermato tutti gli sport dilettantistici – allenamenti compresi – fino al prossimo 6 novembre. Tre settimane di blocco totale sperando possa servire ad abbassare il numero dei contagi. In Lombardia possono allenarsi solamente le squadre di serie A e di serie B, dalla C fino all'Under 12 tutti a casa.

 

Se e come fermare lo sport dilettantistico è uno dei temi sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Più che se fermare o meno, visto che la decisione ormai sembra presa, la domanda è se fermare completamente oppure no. Ovvero se bloccare anche gli allenamenti in quelle regioni dove la situazione è sotto controllo oppure se bloccare solamente le partite ma permettere a ragazzi e ragazze di allenarsi, come detto per tre settimane. Sempre, ovviamente, in ogni caso rispettando protocolli e normative anti Covid-19 in tutte le palestre.

 

La risposta su che iniziative verranno prese è in arrivo nelle prossime ore.

 

A livello regionale ciò comporterà, inevitabilmente, uno stop all'avvio dei campionati giovanili previsto per metà novembre in base alle varie categorie. Difficile pensare che si possa giocare dopo quasi un nuovo mese di stop agli allenamenti, in caso, successivi ai precedenti sei mesi senza campo e palloni da schiacciare.

 

Ma, di base, la Federvolley ora una cosa deve decidere. Se prendere il toro per le corna o aspettare un Dpcm dopo l'altro. Nel caso si scelga di aspettare allora tutte le società vivranno quasi di settimana in settimana, in osservazione dello sviluppo della situazione epidemiologica e delle conseguenti decisioni prese dal Governo. Oppure, come detto, si prende il toro per le corna e si decide. Si opta per iniziare tutta l'attività dopo Natale, a metà gennaio, inevitabilmente sacrificando la Coppa Trentino Alto Adige e trovando la quadratura per contenere i campionati in cinque mesi. Quando il grosso dell'inverno sarà alle spalle e quando, si spera, un po' il clima che migliora ed un po' la situazione epidemiologica alla luce di tutti i provvedimenti presi dal Governo potrebbe essere più gestibile.

 

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