A1 maschile

Amarcord, i vent'anni di Trentino Volley: 2006 2008, arriva il primo scudetto di sempre firmato Stoytchev e Kaziyski

17.05.2020 23:34

A

 

di Nicola Baldo

 

Il prossimo 23 maggio la Trentino Volley spegnerà, ufficialmente, 20 candeline. Fu, infatti, il 23 maggio del 2000 che nacque ufficialmente la società presieduta da Diego Mosna dall'allora Mezzolombardo Volley protagonista in serie A2. Il 25 maggio 2000 con l'acquisto del titolo sportivo di A1 iniziava ufficialmente la storia che tutti noi oggi conosciamo. Per omaggiare degnamente questo ventennio da oggi ed ogni giorno fino al 23 maggio 2020 pubblicheremo un articolo per raccontare e ricordare questi vent'anni di Trentino Volley.

 

La stagione 2006/2007 per la Trentino Volley inizia con l'entusiasmo dei traguardi, i più alti finora, raggiunti nell'annata precedente. Ma rispetto all'anno precedente la squadra cambia non poco, a partire dal polemico addio di Cristian Savani che decide di non rinnovare con Trento e di sposare la causa della neonata corazzata M.Roma Volley. In posto-4 l'Itas presenta così il polacco Michal Winiarski, i confermati Dore Della Lunga ed Antonio De Paola ed il neo arrivato Cosimo Gallotta. Al centro se ne va anche la rivelazione Kooystra, puntando sul ritorno del tedesco Stefan Hubner. L'avvio della squadra trentina è, nel girone d'andata, con qualche alto e basso, complice anche l'infortunio che terrà Dore Della Lunga a lungo ai box. Tre sconfitte nelle prime quattro giornate ma poi si battono Roma e Treviso ma il ko di Modena e soprattutto quello in casa per 1-3 contro Latina alla penultima giornata tiene i ragazzi di Lattari fuori dalla Coppa Italia. È nono posto a pari merito con Taranto ma un peggior quoziente set rispetto ai pugliesi, nonostante la vittoria di Montichiari nell'ultima di andata. Guardata la Coppa Italia da spettatori, i trentini puntano a rifarsi nel girone di ritorno. Quattro vittorie nelle prime sei giornate del girone di ritorno e poi un ritmo sempre da playoff, riuscendo a restare nelle prime otto fino alla fine. Arriva, quindi, un ottavo posto che vale l'accoppiamento nei quarti dei playoff con la capolista Bre Banca Cuneo. E come praticamente sempre succedeva con le prime serie playoff di Trentino Volley, sono tutte partite al cardiopalma, estremamente equilibrate. In Piemonte, in gara-1, l'Itas si impone al quinto set dopo oltre due ore di battaglia chiudendo il tie-break sul 20-22 a proprio favore. In gara-2, al PalaTrento, Cuneo vola 2-0 e nelle battute finali del terzo set la squadra piemontese allenata da Silvano Prandi protesta vivacemente per una palla decisiva data difesa di piede dai trentini che i replay televisivi dimostreranno avere toccato terra. Era la palla del 3-0 per Cuneo, persa questa occasione gli ospiti si innervosiscono ed i trentini riescono a portarsi sul 2-2. Al tie-break, però, Omrcen e Giba fanno la differenza ed impattano la serie. Si va così alla terza partita di spareggio a Cuneo, ed ancora serve il tie-break per dare la vittoria finale ai piemontesi.

 

L'estate del 2007 diventa così quella di una nuova rivoluzione in casa Itas. Perché da tempo il general manager Beppe Cormio è sulle tracce di Matey Kaziyski: da due stagioni si lavora per portare il giovane e fenomenale schiacciatore bulgaro a Trento. Un lavoro che andò a buon fine, nonostante l'antistorico contratto a vita firmato con il Levski Sofia e l'opposizione della federazione bulgara, gemma preziosa di un mercato davvero sontuoso che portò ai piedi del Monte Bondone l'esperto regista serbo Nikola Grbic, l'opposto della nazionale bulgara Vlado Nikolov, i centrali italiani Gregor Jeroncic ed Emanuele Birarelli (oltre al ritorno di Marco Cosimo Piscopo dopo alcuni anni in prestito) oltre alla riconferma di Michal Winiarski ed Andrea Bari. Un sestetto di altissimo livello, affidato alle mani dello sconosciuto tecnico bulgaro Radostin Stoytchev, finora vice allenatore alla Dinamo Mosca, che come vice ebbe Sergio Busato. L'idea è partire con un nuovo gruppo, un progetto che portasse allo scudetto in tre anni, ma le cose subirono una vera accelerata.... La prima giornata di campionato, l'esordio assoluto, vide i trentini soccombere ad una Cuneo devastante in battuta, ma poi arrivarono subito due successi casalinghi contro Modena e Montichiari prime di quattro vittorie consecutive attestarono subito la qualità di questo gruppo. Che alla fine del girone d'andata fu terza dietro a Cuneo e Roma ottenendo così il quarto di finale contro la Sisley Treviso. A Bassano del Grappa va in scena un quarto di finale amaro per i trentini, cui ancora la Coppa Italia resta indigesta. Partita equilibrata e tirata, ma in quattro set la spunta la Sisley guidata da Dal Zotto con Pujol in palleggio che in campionato stenta. Smaltita la delusione di questa Coppa Italia finita alla Lube, i trentini si rituffano nel girone di ritorno con la testa giusta. Kaziyski si dimostra subito un giocatore di livello assoluto, Nikolov con Grbic trova l'intesa giusta in venti minuti ed i metodi di Radostin Stoytchev si dimostrano subito duri ma efficaci. Nelle prime 10 giornate del girone di ritorno arrivano altrettante vittorie ed il 24 febbraio 2008 dopo la vittoria a Padova, complice lo scivolone della capolista Roma a Taranto, arriva il primo posto in classifica che i trentini non molleranno più. Arriva così la vittoria in regular season, con conseguente qualificazione alla Champions League per la prima volta nella storia di Trentino Volley.

 

Nei playoff scudetto i quarti di finale sono subito una sfida dal grandissimo fascino, contro la Cimone Modena “brasiliana” (Ricardinho, Heller, Nascimento, Murilo e Sidao) allenata da Andrea Giani. La serie è senza storia: netto 3-0 a Trento e 3-1 più tirato al PalaPanini. Il pass per la semifinale contro la corazzata M.Roma Volley (Savani, Mastrangelo, Tofoli, Marshall, Henno, Hernandez e soprattutto Ivan Miljkovic opposto) è staccato. Ci si aspetta una semifinale ad altissimo tasso di difficoltà ed invece l'Itas fornisce una paurosa prova di forza. La sua prima finale scudetto arriva grazie ad un doppio 3-0 senza storia contro i neroverdi romani, mentre la Copra Piacenza arriva alla sfida per il tricolore dopo tre partite di semifinale contro Cuneo.

 

Nelle giornate dell'1, 4 e 7 maggio 2008 si arriva alle tre partite che assegnano il tricolore. Gara-1 vede l'Itas, trascinata da un sontuoso Matey Kaziyski, imporsi in tre set a senso unico. La battaglia che tutti si aspettavano fra i sestetti di Stoytchev e Lorenzetti si concretizza in gara-2, una seconda partita nella quale succede un po' di tutto. Piacenza, in casa, vola sul 2-0 a proprio favore, l'Itas cambia passo e riesce a rimontare portandosi sul 2-2. Al quinto set fino sul 13-11 sembrava fatta per la Copra ma l'Itas rimonta ed impatta 13 pari, ai vantaggi poi sono però gli emiliani a trovare il colpo di reni decisivo (16-14). Si arriva così alla terza partita di spareggio, ed il PalaTrento è una bolgia strapiena con 5 mila spettatori. Il primo set è contraddistinto da un equilibrio pazzesco, l'Itas avrà la lucidità di portarselo a casa ai vantaggi per 29-27. La finale scudetto, di fatto, finisce qui. Perché poi Kaziyski, autore anche dell'ultimo punto, con 21 palloni vincenti è il mattatore del 25-16 e 25-19 che fa partire la grande festa dei gialloblù.

 

 

(5 continua il 18 maggio)

 

 

Nella foto la festa dell'Itas per la prima volta campione d'Italia

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